costruire cittadinanza

civico ergo sum

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PERCHE’! si chiede e ci chiede Peppe Pellino

Venerdì 17 maggio 2013 alle 18,00 al Castello Baronale di Acerra (Piazza Castello) presentazione del libro “Perchè!”  narrativa autobiografica di Giuseppe Pellino edito da “Centro di Cultura Acerra Nostra”.

Ho conosciuto Giuseppe (per me “Peppe Pellino”) per via di una passione comune: l’attivismo civico. Nella vita ci si fiuta. Inguaribili romantici ci si ritrova. E’ proprio quello che è successo a me nell’incontrare Peppe. Azzimato infermiere di mezza età che non ha rinunciato a ribellarsi all’ingiustizia. Mai. E’ come me un po’ svitato, un po’ sognatore. Come me ha scelto di essere cittadino lasciando la comoda veste di mero abitante. Come tutti i cittadini ha pagato, paga e pagherà sempre e volentieri un prezzo per questo. Non ha rinunciato all’autonomia del suo pensiero e della sua azione civica. Non ha girato la faccia dall’altra parte. Non è andato via dalla sua terra. Eppure la sua Acerra è terra difficile e dura. Ma lui è uno di quei germogli civici tenaci e forti che attecchiscono anche nel piu’ compatto dei terreni. Un sorriso e una stretta di mano essenziale e ruvida. Di quelle mani che hanno toccato sofferenza e disagio senza mai tirarsi indietro. Di quelle mani che hanno fatto i calli a furia di lavorare e che si sono piagate, quando è stato necessario, per difendere la dignità del lavoro ed il suo contenuto morale. Leggo il suo libro e trovo un inguaribile fanciullo. Limpido, semplice, diretto. Parte dalla genealogia, parte dalle radici. Da dove vengo, si chiede. Dove sono arrivato, ci racconta. Scrive perchè nulla vada perso. Perchè le mille avventure lascino un segno. Per fare questo occorre una dote oggi assai rara: l’innocenza. Mi auguro che la sorte ci dia la possibilità di fare ancora tante battaglie fianco a fianco, da cittadini e mai da meri abitanti.

(Fonte: napolicentro.cittadinanzattiva.it)

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L’albo pretorio on line e la semplificazione del linguaggio amministrativo di Fabio Pascapè

Spending rewiev, spread oltre la soglia, stipendi a rischio, servizi pubblici progressivamente ridotti… Ce lo siamo detto tante volte: viviamo un’epoca di crisi che chiama i cittadini ad una partecipazione attiva e proattiva alla vita della comunità civica. Proprio la necessità di razionalizzare la spesa pubblica, la distribuzione dei tagli sui servizi, la riduzione degli effetti dei tagli stessi tramite interventi sull’efficienza degli uffici pubblici sono ulteriori fattori di coinvolgimento che chiamano i cittadini ad una presenza civica sempre piu’ vigile a presidio e tutela dei livelli essenziali di garanzia dei diritti. Una partecipazione civica efficace deve basarsi però su una buona conoscenza dell’attività della Pubblica Amministrazione che è resa pubblica e produce effetti nei confronti della comunità civica attraverso lo strumento del cosiddetto albo pretorio al quale sono “affissi” una variegata serie di provvedimenti ed atti dei nostri amministratori. Una prtecipazine civica efficace deve pretendere linguaggi amministrativi comprensibili ed orientati al cittadino destinatario.

Per approfondire: http://www.costozero.it/2012_agosto/lobbying.asp

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Costruire cittadinanza per una politica nuova di Fabio Pascapè

La delicatezza della situazione delle nostre comunità è sotto gli occhi di tutti. Basta guardarsi nelle tasche. Basta guardarsi intorno. Basta considerare la qualità dei servizi che riceviamo a fronte della quantità di tributi e tasse che versiamo. Spesso e volentieri neanche i livelli minimi di garanzia e tutela dei diritti sono assicurati. Una cosa è certa però: mai come in questo momento scegliere di essere cittadini attivi può veramente fare la differenza. E’ una presa in carico di responsabilità nei confronti della comunità ed in particolare di coloro i cui percorsi di cittadinanza sono resi difficili dalle condizioni di svantaggio economico, sociale, culturale, personale. Perchè un diversamente abile a cui sono negate le condizioni minime di accesso ad un mezzo pubblico è meno cittadino degli altri. Perchè un ammalato di SLA a cui è negato il comunicatore oculare è meno cittadino degli altri. Perchè un giovane a cui non sono garantite minime condizioni di ingresso nel mercato del lavoro è meno cittadino degli altri. Perchè un imprenditore che subisce la pressione del racket è meno cittadino di altri. Perchè una persona che vede sfumare i risparmi ad opera di un truffatore è meno cittadino degli altri.

per approfondire http://www.civicolab.it/?p=2503

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Costi occulti da disservizio? Il vero nemico da sconfiggere

Una prima soluzione per una Pubblica Amministrazione più efficiente potrebbe essere la Carta della qualità dei servizi

Viviamo tempi difficili. Il potere di acquisto del nostro reddito è in calo. Per avere un’idea della situazione delle famiglie in Campania dobbiamo considerare che, ad esempio, 23 famiglie su 100 arrivano a fine mese con difficoltà, che 41 famiglie su 100 non riescono a sostenere spese impreviste, che 16 famiglie su 100 sono state in difficoltà almeno una volta nell’ultimo anno nel pagare le bollette, nell’acquistare generi alimentari, nell’affrontare spese mediche.
Tale situazione viene resa ancora più delicata dal fatto che ogni giorno, spesso anche inconsapevolmente, il nostro reddito viene ulteriormente eroso perché con esso dobbiamo sostenere “costi occulti”.
Ma cosa intendiamo per costi occulti? Quei costi legati ai disservizi, alle disfunzioni, ai malfunzionamenti, alle lentezze, alle incongruenze della Pubblica Amministrazione.

per approfondire http://www.costozero.it/2010_maggio/lobbying.asp

Archiviato in costi occulti da disservizio carta della qualità dei servizi comma 461 della finanziaria

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Costi di cittadinanza: pubblicato il report MSE 2008-2009 di Fabio Pascapè


Nel rapporto mancano alcune voci fondamentali: quelle relative ai costi “occulti” come, ad esempio, quelli conseguenti ai disservizi o alla erogazione di servizi non in grado di soddisfare precise domande dei cittadini

É stato reso pubblico il “Rapporto sui costi di cittadinanza” realizzato dalla Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica dell’MSE - Ministero dello Sviluppo Economico - in collaborazione con la sua agenzia tecnica Ipi - Istituto per la Promozione Industriale. Sono stati individuati i costi che le famiglie di 14 aree metropolitane italiane hanno sostenuto nel 2008 e nel 2009 per fruire dei trasporti locali, dell’assistenza sanitaria, degli asili nido, della raccolta dei rifiuti, del gas, dell’elettricità, dell’acqua pagando i relativi tributi (ICI e addizionali IRPEF). Una famiglia composta da due adulti e un figlio, con un profilo di consumi standard, ha sostenuto, al netto delle imposte locali, un costo di cittadinanza pari a 2.981 euro. Napoli con i suoi 2.908 euro si colloca al di sotto della media nazionale. Milano con i suoi 2.754 euro è risultata la città più economica, mentre Cagliari con i suoi 3.564 euro quella più cara.
Il Rapporto resta indubbiamente un apprezzabile strumento di lettura di quella complessa realtà definita come costo della vita, ma non mancano le perplessità. Anche se lo zoccolo duro dei costi è stato indubbiamente individuato e valutato, rileviamo nel contempo il mancato apprezzamento di costi di altra natura come ad esempio quelli conseguenti ai disservizi o alla erogazione di servizi non in grado di soddisfare precise domande dei cittadini.

per approfondire http://www.costozero.it/2010_luglio/lobbying.asp



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Lavoratori e attivitÀ di UTILITÀ SOCIALE: una via d’uscita dalla crisi del volontariato? di Fabio Pascapè


Pochi sanno, ma esistono norme che potrebbero far aumentare la disponibilità a sostenere il non-profit, senza che “il volontario” sottragga tempo o risorse al proprio impiego lavorativo


«Oggi alla luce della crisi economica, trovare disponibilità a sostenere il non-profit è sempre più difficile»

Si tratta di norme poco note ed ancor meno applicate. In altri termini, spesso tutto è giocato sulla qualità del rapporto con il datore di lavoro e sulla flessibilità di quest’ultimo, fuori però di ogni certezza oggettivabile in un accordo sindacale o in un assetto regolamentare. Occorre in altri termini “attivarsi” pretendendo l’applicazione delle norme e nel contempo “attivare” i datori di lavoro e le rappresentanze sindacali per trovare soluzioni di contesto. Niente niente il rilancio dei valori solidaristici e l’impegno per il bene comune partisse proprio da quelli che un tempo erano definiti “i garantiti”? Staremo a vedere.

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Valutazione civica degli SPAZI URBANI di Fabio Pascapè

La scommessa è quella di non relegare più il cittadino al ruolo di mero fruitore che al massimo esprime il suo gradimento, ma di coinvolgerlo direttamente nella valutazione dei servizi che la P.A. eroga…

Le Amministrazioni comunali di Sorrento, Salerno e Pagani hanno promosso un programma di miglioramento della qualità urbana del quale le valutazioni dei cittadini potranno essere parte integrante. Il progetto di sperimentazione realizzato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, da Fondaca, dal Formez e da Cittadinanzattiva è iniziato nel 2009 e si è concluso il 5 luglio 2010 con un seminario di presentazione dei risultati presso l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi in Roma. Si è trattato di una sperimentazione che è stata realizzata scegliendo concordemente una porzione di territorio, non coincidente con l’intera estensione delle cittadine individuate, nell’ambito della quale è stato disegnato un itinerario di valutazione civica. L’auspicio è che una esperienza così ricca e di per sè migliorativa del rapporto del cittadino con il suo ambiente di vita, del suo rapporto con la Pubblica Amministrazione e della possibilità per la Pubblica Amministrazione medesima di adottare una governance estesa e sussidiaria, possa essere gradualmente adottata dalle comunità locali e che ne divenga pratica civica ordinaria. La comunità è un bene comune del quale tutti i componenti debbono prendersi cura se vogliono che la comunità medesima possa affrontare con efficacia le sfide di questi tempi di veloci mutamenti.

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Non posso non essere d’accordo su quanto scrivi, sostenere il contrario sarebbe…da pazzi. Gli strumenti  a disposizione di ogni cittadino esistono e li hai ben individuati, pur tuttavia mi sento di dire che il compito più difficile e improbo consiste proprio nel saper “accompagnare” la fase che porta l’abitante(come lo definisci) o lo spettatore passivo con l’occhio spento (come lo definisco io) a diventare Cittadino, per fare questo, credo, che ognuno di noi, specialmente chi per merito occupa un ruolo ed una posizione importante nella società DEBBA mettere il suo saper e ed il suo  saper fare a disposizione di chi non ha, ma che vorrebbe avere queste competenze.

Come? E’ questa la domanda difficile.

Antonio Tranfaglia

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Sistema dei rifiuti e PUNTO di VISTA del cittadino di Fabio Pascapè

Attualmente il rischio è che si ribaltino sui cittadini i costi della saturazione delle discariche o delle situazioni emergenziali di livello sovracomunale…

Cosa avviene quando la raccolta dei rifiuti non è svolta con regolarità? Bisogna anche in questo caso sopportare costi tanto elevati? Il dlt 507‑1993 prevede all’art. 59 (commi 2 e 4) un meccanismo secondo cui, qualora il servizio di raccolta non venga svolto nella zona di residenza o di dimora nell’immobile a disposizione ovvero di esercizio dell’attività dell’utente o venga effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana per quel che concerne, tra l’altro, la frequenza della raccolta, il tributo sia dovuto nella misura del 40%. L’interruzione temporanea del servizio di raccolta per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi non comporta esonero o riduzione del tributo. E’ il caso di chiedersi i Comuni come hanno regolamentato la possibilità di ridurre il tributo. E’ una domanda alla quale la risposta data da ciascuna realtà locale è talvolta sconcertante in quanto si finisce di fatto con il ribaltare sul cittadino la inefficienza del servizio di rimozione dei rifiuti.

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Rapporto Pit Servizi 2010: proposte migliorative avanzate da Cittadinanzattiva di Fabio Pascapè


L’elaborazione delle 8647 segnalazioni pervenute agli sportelli di tutela dislocati sul territorio nazionale restituisce una situazione di stallo sul cammino del riconoscimento dei diritti del consumatore e, addirittura, una inversione di tendenza circa la loro effettività…

Il cittadino consumatore può trovare nel “Rapporto PIT servizi” una diagnosi ma anche un dettagliato strumento di approfondimento dell’attuale situazione dei diritti del consumatore.
Il messaggio è chiaro e forte come recitava una campagna di Cittadinanzattiva: «fare i cittadini è il modo migliore per esserlo». Per essere cittadini fino in fondo e responsabilmente nei confronti di noi stessi e della collettività, l’unica via percorribile è quella di conoscere i propri diritti e i connessi strumenti di tutela in maniera talmente dettagliata e approfondita da farne un elemento inscindibile del modo stesso di porsi nei confronti di coloro i quali li erogano. Il Rapporto nella sua versione completa o il suo abstract possono essere richiesti compilando un form al seguente indirizzo: http://bit.ly/pRSVHR

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STRUMENTI di cittadinanza di Fabio Pascapè


Una rete di cittadini attivi può arricchire di suggerimenti pratici e di osservazioni gli uffici operativi di un Comune aiutandoli ad “aggiustare il tiro” per realizzare politiche sempre più puntuali e mirate…

Linee programmatiche, piano generale di sviluppo, R.P.P., P.E.G., P.D.O…
Quanti cittadini conoscono questi termini? E gli acronimi?
La risposta è facile.Tranne pochi addetti ai lavori, sono sconosciuti ai più. Eppure sono termini e acronimi che individuano documenti che caratterizzano l’azione amministrativa e politica del Comune, la cui conoscenza è essenziale per la qualità della vita di cittadini che siano partecipi della vita della propria comunità.
Eppure un cittadino attivo, consapevole e partecipe è un prezioso aiuto per un’amministrazione che intenda perseguire l’efficacia della propria azione e, soprattutto, l’efficienza delle risorse impegnate. Una rete di cittadini attivi può, ad esempio, arricchire di suggerimenti pratici, di osservazioni e di dati gli uffici operativi aiutandoli ad “aggiustare il tiro” realizzando politiche sempre più mirate. L’insieme dei punti di vista (pubblico, privato, civico), il cui punto di intersezione è il cittadino, può essere la vera chiave di volta per risolvere la estrema complessità e problematicità dell’epoca che viviamo….

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CITTADINI e GIUSTIZIA: un dialogo da costruire di Fabio Pascapè

Il quadro è quello di una giustizia spesso lenta e dispendiosa, di difficile accesso, tendenzialmente criptica, qualitativamente disomogenea, farraginosa nella sua organizzazione che consente al cittadino di raggiungere l’obiettivo della tutela del diritto leso o negato solo con difficoltà

Un quadro simile è confermato dal “II rapporto sulla giustizia in Italia” elaborato da Cittadinanzattiva Giustizia per i Diritti sulla base delle segnalazioni pervenute ad un servizio gratuito di ascolto, informazione, consulenza e assistenza istituito ad hoc presso la sede nazionale con il supporto della rete territoriale di sportelli. Come di consueto la chiave di lettura privilegiata delle segnalazioni pervenute sono stati proprio i sette diritti sanciti dalla “Carta dei diritti del cittadino nella giustizia”. Il diritto all’informazione è tra i sette quello che, per il secondo anno di seguito, risulta il più invocato. In media (civile, penale e amministrativo) nel 57% dei contatti, infatti, è stata richiesta consulenza, nel 22% assistenza e, infine, nel 21% informazioni.
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CARTA DEI SERVIZI di Fabio Pascapè

uno strumento indispensabile per migliorare la qualità…

Le Carte dei Servizi sono in buona sostanza il documento nel quale ogni ente erogatore di servizi assume una serie di impegni nei confronti della propria utenza dichiarando quali servizi erogare, con quali modalità e standard. In particolare poi la Regione Campania, per dare un’ulteriore spinta all’adozione di questo indispensabile strumento di raccordo dinamico tra soggetto erogatore, qualità del servizio e fruitori, ha previsto la redazione di un regolamento nel quale definire il contenuto minimo standard della carta dei servizi al fine di permettere la comparazione tra i vari gestori, di perseguire obiettivi di miglioramento, di attivare forme di incentivazione (art.38 legge regionale 3\2002). La qualità dei servizi erogati al cittadino è oggi drammaticamente importante e centrale. Il buon funzionamento del trasporto pubblico, ad esempio, potrebbe consentire al cittadino di evitare di dotarsi di un’auto di proprietà risparmiando circa 5.000,00 euro l’anno (considerando i costi di ammortamento di un’auto di media cilindrata). Una buona qualità dei servizi sanitari potrebbe ridurre la necessità di ricorrere all’intra moenia o peggio alle prestazioni specialistiche private consentendo al cittadino di meglio valorizzare il proprio reddito. Insomma la qualità dei servizi può ripercuotersi in maniera assai pregnante addirittura sulla capacità di un salario di procurare ad una famiglia condizioni di vita dignitose. Naturalmente solo un cittadino attivo, proattivo e consapevole dei propri diritti può presidiare le codizioni necessarie e sufficienti perchè ciò accada.

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Pubblica Amministrazione, Cittadino e Responsabilità Sociale d’Impresa: costruire una filiera civica di Fabio Pascapè

Il mondo in cui viviamo è afflitto da problematiche talmente complesse da rendere indispensabile una presa di coscienza generale della necessità di farsi “filiera civica” rinunciando a parte delle rispettive rendite di posizione. In soldoni il problema dei rifiuti risulta irrisolvibile se tutti i protagonisti della filiera non ne prendono in carico la complessità. Per il cittadino questo significa  assumere attivamente l’onere di differenziare i rifiuti, di collocarli nei contenitori giusti anche se questo significa cambiare le proprie abitudini o l’arredo della propria cucina oppure se questo significa doversi spostare per trovare un’isola ecologica. Per il produttore questo significa individuare soluzioni che ottimizzino gli imballi riducendo drasticamente plastica e cartone utilizzati. Per i distributori questo significa promuovere l’uso dei dispenser per i detersivi, delle borse riutilizzabili, dei vuoti a rendere. Per la pubblica amministrazione questo significa accelerare il processo di dematerializzazione dei documenti riducendo drasticamente il consumo di carta.

Il ruolo delle associazioni dei cittadini diventa, dunque, quello di promuovere la costituzione di “filiere civiche” che mettano insieme tutti i protagonisti in un’ottica responsabile. Naturalmente abbiamo parlato di rifiuti ma avremmo potuto parlare di qualsivoglia altra problematica.

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